1997. Pino Daniele pubblica "Dimmi cosa succede sulla Terra" e io mi trovo ancora una volta a fare i conti con me stessa perchè devo ammettere che non mi piace.
Già da 'Che Dio ti benedica' ho avuto un tumulto dentro: capisco che un'artista possa cambiare, sperimentare, innovarsi, ma per me è stato come perdere un punto di riferimento culturale.
Pino ha sempre raccontato la mia terra, le sonorità della mia gente, ha reso il mio dialetto musica e i difetti poesia...
Finalmente nei corridoi della facoltà Cinico mi spiega, secondo il suo punto di vista, cosa è successo al nostro artista. Ridendo e scherzando, è riuscito a mettere nero su bianco quell'idea e a farne un racconto.
Ovviamente non sono qui a parlarne solo perchè è un mio amico, ma perchè ho letto il libro e l'ho apprezzato.
In breve Nicola Cirillo, sulla quarta di copertina, lo racconta così:
Michele, impiegato nella sede romana di una multinazionale, scrive un racconto noir sulla presunta morte di Pino Daniele, e sulla sua inverosimile sostituzione da parte di un sosia. La storia giustificherebbe il rilevante calo prestazionale dell'artista negli ultimi vent'anni, valutazione cui Michele trova ampio riscontro tra amici e conoscenti. Ma il racconto finisce nelle mani sbagliate e per il protagonista cominciano i problemi.
Una critica feroce, non del tutto immeritata, a uno dei più grandi cantautori italiani, nascosta in una divertente storia surreale.
![]() |
Copertina del libro 'Il cantante di Blus' |